Timely!!: un pilastro del City Pop

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Giappone, 1983. Durante gli anni d’oro del City Pop, genere per eccellenza del Sol Levante, la leggendaria artista nipponica Anri pubblica il suo settimo studio album, “Timely!!”, fortunatamente recuperato dalle nuove generazioni grazie all’ondata vaporwave, al city pop revival del decennio 2010-2020 e a quella voglia di ritorno ad un “passato alternativo” che ha invaso le playlist globali. Ma “Timely!!” non è solo uno dei tanti dischi virali su YouTube o TikTok: è un album che brilla di luce propria dal giorno in cui è uscito, un’opera pienamente consapevole della propria identità, sia estetica che musicale, costruita attorno a un’idea di modernità tipica del Giappone del tempo. Una modernità che oggi ci appare vintage, certo, ma che all’epoca era considerata il futuro.

“Timely!!” è, a mio parere, il capolavoro di Anri, nonché il suo album più rappresentativo e influente. Non solo per la qualità delle canzoni o per la coerenza stilistica, ma per la produzione curatissima di Tatsuro Yamashita, leggendario producer e artista giapponese. L’incontro tra la voce leggera ma espressiva di Anri e il sound patinato, funk/jazz di Yamashita dà vita a qualcosa più simile ad una colonna sonora della vita che a un semplice disco pop.

Il titolo è già di per sé una dichiarazione d’intenti: “Timely!!”. È un disco figlio della sua epoca, ma capace di invecchiare senza mai sembrare effettivamente datato. Insomma, un disco senza tempo. Ogni traccia sembra voler catturare l’istante perfetto: quello che non dura, quello che svanisce in un battito di ciglia. Non a caso molte canzoni evocano immagini fugaci: una corsa in auto al tramonto, una telefonata estiva, un amore apparentemente eterno che invece finisce agli inizi dell’autunno. Eppure, in tutta questa leggera malinconia, il disco mantiene sempre un sound luminoso, solare, vivo. Rappresenta la malinconia per ciò che è stato bello, e non un rimpianto per ciò che ormai si è perso.

La traccia più famosa (e ormai divenuta uno dei simboli del city pop revival) è “Remember Summer Days”. Anri canta con voce serena, quasi distratta, mentre gli accordi di chitarra e i synth disegnano un paesaggio sonoro che sembra uscito da un anime ambientato non nella Tokyo effettiva, ma in una completamente perfetta, frutto dell’immaginazione dell’artista.   La produzione di Yamashita è ricchissima, ma mai soffocante: ogni strumento ha il suo spazio, ogni suono si incastra perfettamente con gli altri. È musica da ascoltare in cuffia, mentre osservi il paesaggio circostante dal finestrino di un treno, oppure durante un lungo viaggio in macchina con gli amici.

Ma “Timely!!” non è solo questo, e sarebbe riduttivo anche solo pensarlo. Ogni brano porta con sé una sfumatura diversa della stessa sfera emotiva. “WINDY SUMMER” è frizzante, dance, e con la sua produzione (specialmente il basso, vera star della traccia) ti trascina in una spiaggia immaginaria, dove il tempo sembra fermarsi quanto basta per farti rilassare, lasciandoti i casini della città alle spalle.“悲しみがとまらない I CAN’T STOP THE LONELINESS”, invece, gioca con un groove tra archi, chitarre funk e linee di synth irresistibili, perfetti per scatenarsi sulla pista da ballo, ed è, almeno a mio parere, una delle migliori tracce city pop che io abbia mai ascoltato, specialmente per come riesca ad unire un sound così simil-disco agli effettivi argomenti trattati nella traccia: solitudine, rimpianto e desiderio di amore, ma anche il tentativo di colmare il vuoto lasciato da una relazione appena finita. “SHYNESS BOY”, infine, ruota attorno ad un ragazzo che non riesce ad esprimere i suoi sentimenti, e di come Anri cerchi di farlo aprire. L’artista riesce a trasmettere magistralmente le emozioni contrastanti di entrambi i soggetti, il tutto avvolto in un mix di eleganza e frenesia, coronata da un assolo di sintetizzatore perfetto nella sua brevità. E queste sono solo alcune delle tracce presenti nel disco: altri highlight, come “DRIVING MY LOVE” o “STAY BY ME”, simboleggiano la qualità dell’opera, che non vacilla per neanche uno dei 46 minuti (11 tracce). In breve, ogni titolo è una piccola fotografia, ogni melodia una didascalia emotiva pregna di significato.

Una delle più importanti qualità di questo disco è come riesca a raccontare emozioni universali come gioia, nostalgia, desiderio e solitudine senza mai appesantirsi. Anri canta spesso l’amore, ma non con il dramma di chi soffre, bensì lo fa con l’eleganza di chi ricorda. Anche nei tratti più malinconici, il timbro vocale resta dolce, come se parlasse direttamente all’ascoltatore, quasi a dire “anche questa sensazione passerà, ma devi arrivare fino in fondo nonostante tutto”.

Sul piano sonoro, “Timely!!” è un manifesto della golden era del city pop. Non manca nulla: dai fiati soul ai bassi funky, passando per chitarre pulite, synth delicati e percussioni elettroniche, pregne di quel calore trasmesso anche dalla voce di Anri stessa. Ma c’è qualcosa in più: una leggerezza nell’arrangiamento, una chiarezza nel suono che fa sembrare tutto naturale. Yamashita non costruisce muri di suono: crea spazi luminosi, enormi campi fioriti in cui la voce di Anri può muoversi in piena libertà.

Riascoltandolo oggi, “Timely!!” ha un effetto sorprendente: suona sia vecchio che nuovo. Non è solo retrò, è qualcosa di totalmente diverso. È come guardare un vecchio cartone animato della propria infanzia e accorgersi che c’era più visione lì che nella maggior parte dei progetti moderni. È un disco che immagina come sarebbe stato il futuro per gli anni 80’. E, 40 anni dopo, è forse questo il suo fascino più duraturo: non ci parla solo di com’era la vita, ma anche di come avremmo voluto che fosse.

In conclusione, “Timely!!” è molto più di un piccolo cult classic per i fan del city pop. È un disco fatto con amore, precisione e la visione di un futuro ideale. Un album che racconta un mondo ormai datato ma che, in qualche modo, sembra ancora a portata di mano. Ascoltarlo oggi è un modo per fermare il tempo (proprio come suggerisce il titolo) e concedersi un momento di completa pace interiore. Insomma, una cartolina musicale da un’estate perfetta che non è mai esistita, ma che possiamo ancora sognare.

– Casti

4–6 minuti
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