• Partendo dalla pole e retrocedere fino alla 4a posizione, fuori dal podio, fa male davvero. Leclerc passa dal sogno vittoria all’incubo del quarto posto su una pista dove la posizione di partenza è quasi sempre stata decisiva. Ventisette pole e otto vittorie, basterebbero questi numeri a spiegare una sproporzione enorme, qualcosa di unico. 

    Ha visto Norris superarlo in termini di successi a quota nove (grazie alla strategia della sosta singola), è stato passato in pista da Piastri come se fosse fermo. Ci ha provato con Russell, anche con le cattive (5” di penalità per essersi mosso in frenata, che comunque non cambiano la classifica) ma non poteva difendersi. Perché a tradirlo è stato la macchina, di nuovo. 

    In passato aveva vissuto patemi del genere: motori andati in fumo in Azerbaigian e a Barcellona nel 2022 mentre era in testa. Stavolta niente fumate, tutto è iniziato con un team radio preoccupante mentre era al comando: «Dopo la gara dobbiamo parlare di un po’ di cose». Era il presagio a qualcosa di sinistro. Eppure Charles aveva fatto tutto alla perfezione: start da manuale a coprire gli attacchi della coppia McLaren prima della curva 1, poi aveva costruito un margine abbastanza abbondante sull’australiano ed era stato in grado di amministrarlo. Avrebbe potuto perdere comunque essendo da solo a giocare contro le strategie del team di Andrea Stella, ma il podio era certo.  La situazione è precipitata con un altro team radio: «Lo avevo detto che dovevate ascoltarmi per gestire certi problemi, così è frustrante. È un miracolo se finiamo sul podio». 

    Leclerc, “Problemi al telaio, ero come un passeggero” 

    “In macchina non avevo tutte le informazioni, ma abbiamo avuto un problema al telaio. Da quel momento in poi sono stato un passeggero. Sono cose da non credere. E’ molto frustrante. Di questa prima parte della stagione non salvo niente”. Charles Leclerc non nasconde la delusione dopo il quarto posto con la Ferrari nel Gp d’Ungheria nel quale è partito dalla pole position. 

    “Il primo stint avevano tutto sotto controllo, un po’ di degradazione rispetto alle McLaren però eravamo veloci. Nel secondo veloci pure, poi dopo abbiamo perso completamente il nostro passo”, aggiunge il ferrarista, “Sono veramente deluso perché quando c’è una opportunità, va presa. Pe adesso è quello che mi rimane di questa prima parte della stagione. Ci sono stati dei passi avanti, sono contento per i passi avanti ma in giornate è difficile vedere positivo”, conclude il monegasco.

    Frustrante anche la domenica di Hamilton: 12° era scattato e così è arrivato, la scelte di montare le gomme dure al via non ha pagato. 

    È rimasto intrappolato nel traffico ma anche lui ha combinato poco e niente, se chi come Antonelli dalla quindicesima piazzola è risalito fino alla decima per portare a casa un punticino che serve soltanto al morale. O forse neanche a quello se all’Hungaroring il vecchio leone Alonso, a 44 anni, ha concluso quinto. E Gabriel Bortoleto, debuttante brasiliano, con il sesto posto conferma di avere personalità e stoffa per portare la Sauber ancora nella top 10. Budapest era l’ultima tappa prima della pausa estiva, dopo 14 gare la Ferrari resta ancora secco. E così fa male, davvero. 

    Griglia finale d’arrivo
    Classifica Costruttori aggiornata post Gp di Ungheria
    Classifica piloti aggiornata post Gp di Ungheria
    2–3 minuti

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