Le serie Tv metteranno fine ai film?

Voglio rispondere subito: NO. E ora proviamo ad argomentare la risposta. 

È innegabile che le serie tv occupino uno spazio sempre più consistente nell’industria di riferimento e soprattutto nelle nostre vite. Giusto qualche settimana fa, l’ultima stagione di Squid Game ha segnato l’ennesimo record per il franchise e per le serie tv in generale; è infatti diventata la prima (serie) in cima alla classifica di tutti i 92 paesi del mondo in cui è presente Netflix. 

A mio modo di vedere, questa impennata di importanza è arrivata in quel nefasto 2020. Quell’anno il covid cambiò radicalmente molte cose nella vita di tutti i giorni, più e meno importanti. Di sicuro ci troviamo nel secondo caso ma a suo modo, in questo mercato, il covid ha fatto letteralmente esplodere il fenomeno della serie tv. Chiusi in casa, tutto il giorno, tutti i giorni, le persone si sono riversate davanti agli schermi dei computer o dei televisori per divorarsi un episodio dopo l’altro. Mentre fuori il mondo sembrava essere in pausa, sulle varie piattaforme streaming tutto invece scorreva senza mai fermarsi. Da lì in poi è stata una crescita verticale. 

Ma perché le serie tv ci piacciono così tanto? E perché si sente dire sempre più spesso che siano destinate a sostituire i film?

Andiamo con ordine. 

SOGLIA DELL’ATTENZIONE BASSA E FACILITA’ DI FRUIZIONE

Non sarebbe notizia dell’ultima ora affermare che la soglia dell’attenzione negli ultimi anni si è pericolosamente accorciata, sempre di più. L’uso massiccio di social dove i prodotti di punta sono video di pochissimi secondi ci ha reso incapaci non solo di tenere alta l’attenzione, ma di interessarci davvero a qualcosa. Tutto scorre veloce e in 5 secondi il nostro cervello sembra essere in grado di dirci se una cosa possa piacerci oppure no. Va da sé che un film di 120 minuti non rientra in questi parametri. 

Invece la serie tv sì? In termini di lunghezza, a dire il vero, no. (Piccolo inciso, diffidate da chi vi dice che preferisce le serie ai film perché sono più corte. Anche la più corta delle serie con episodi da 20 minuti dura comunque di più, in totale, di un film di 2 ore). Ma è qui che si realizza il mistero. La serie tv, in quanto tale, e cioè divisa in episodi, permette a chi la guarda di abbassare l’attenzione fino a quasi considerarla come musica di sottofondo. Tanto c’è sempre un altro episodio per capire, un riassunto, un TikTok che ti spiega cosa è successo. L’episodio si può stoppare, mandare avanti, indietro, interrompere a metà e poi riprenderlo dopo 3 giorni e non avere nessun problema con la comprensione della trama. Con il film tutto questo non è possibile. 

Infine, come ciliegina sulla torta, le serie tv non si possono vedere al cinema, e questo è paradossalmente, un bene. Il cinema ti “costringe” a prendere un impegno. Devi prepararti, vestirti, prendere la macchina, andare fino alla sala, rimanere concentrato per 2 ore e poi tornare a casa. La serie tv la guardi a casa, sul divano, in mutande, con il ventilatore alla massima potenza e tuo padre che seduto vicino a te, ascolta a tutto volume le battute da boomer che riceve dai suoi amici su whatsapp.

Meglio di così..

NIENTE RIESCE A RIMANERE E NIENTE DEVE FINIRE

In una intervista di non molto tempo fa, sua maestà Quentin Tarantino, espresse qualche perplessità sulle serie tv. In particolare toccò un punto che ho sempre condiviso e che si collega a quanto appena detto. Quanta voglia abbiamo davvero di stare attenti mentre guardiamo qualcosa? Poca. Ed infatti quante informazioni si perdono nel nulla quando guardiamo una serie tv? Tantissime, la maggior parte. Tarantino diceva proprio questo. Il film ti impegna, ti fa vivere una piccola esperienza e quello sforzo viene ripagato in emozioni uniche e memoria a lungo termine. Un film visto in un certo giorno, in un certo momento, rimane. La serie tv al 90% sparisce, tanto che i momenti più importanti sono i riassunti degli episodi vecchi all’inizio di quelli nuovi. 

Il rischio concreto è quello di diventare dei “couch potato”, delle entità sedute davanti alla televisione senza consapevolezza di quello che succede intorno, e in questo caso, di quello che succede sullo schermo. 

“L’ignoranza” verso cui ci sta spingendo questa condizione ci porta a non voler più andare alla ricerca di qualcosa di nuovo, che possa sconvolgere le nostre emozioni, ma ad accontentarci di guardare e riguardare (e riguardare) le stesse cose perché sappiamo già cosa aspettarci. 

Non accettiamo l’idea che qualcosa possa finire, ne vogliamo sempre di più, a patto però che non sia mai qualcosa di diverso. 

MA QUINDI? SERIE TV O FILM?

Come ho spoilerato all’inizio, secondo la mia modesta opinione, nessuna delle due riuscirà mai a sostituire l’altra. Possono però influenzarsi a vicenda. Ed è quello che sta avvenendo. 

Il motivo di questa influenza continua e reciproca è la massimizzazione della vendita del prodotto, anche a fronte di budget di creazione sempre più mastodontici. 

Il cinema si sta “serializzando”, e le serie tv nascono già impacchettate per essere dei franchise, dei Blockbuster da collezione. 

Provate a pensare a quanti lungometraggi escono che non siano sequel o reboot o side stories di un qualcosa già visto e rivisto. Si contano sulle dita di una mano. E invece pensate a quante serie tv abbiano mantenuto una durata di episodio più o meno breve. Quasi nessuna. Vediamo solo episodi di minimo 1 ora e delle volte, anche di 2 ore. Ma allora come funziona? Perché preferiamo una piuttosto che l’altra? Perché le serie tv vanno così forte anche se assomigliano sempre più a dei film; e perché i film calano così velocemente di interesse se in realtà non sono nient’altro che una enorme serie tv a capitoli in continuo aggiornamento? 

Magari sarà l’algoritmo a dircelo uno di questi giorni…per ora possiamo pensare che per qualche strano motivo, la serie tv ci dia la possibilità di ovviare al poco tempo e alla poca voglia che mettiamo quando siamo davanti ad uno schermo, e questo evidentemente ci basta.

Diego.

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