Candele, cannella, case di pan di zenzero, cioccolata calda, regali, neve, Mariah Carey, tisane, dolci, panettoni e soprattutto quella sfilza di film natalizi.
Ce n’è per tutti i gusti: Mamma ho perso l’aereo, Una Poltrona per Due, Natale a Cortina, Il Grinch, oppure, proprio a fare gli alternativi radical chic, lo Schiaccianoci. Perchè proprio lo Schiaccianoci?
Nonostante sia vagamente controverso come balletto (Le recenti discussioni vertono sul fatto che la “danza cinese”, ovvero il tè, sia spesso coreografata in modo poco informato), ha una costruzione, seppur classica, molto particolare, che lo rende apprezzabile da un pubblico molto vario.
Ma di che si parla? Lo Schiaccianoci TLDR: strutturato come la maggior parte dei balletti classici in due atti, in cui il primo è nel mondo reale mentre il secondo è in un regno magico (come accade anche in Giselle o nella Bayadère), la storia parla di una ragazzina, Clara (o Maria/Masha), che riceve come regalo di Natale uno schiaccianoci che sembra inspiegabilmente prendere vita prima per difenderla dal re dei Topi e poi per condurla nel regno dei Dolci. In alcune versioni, la storia si conclude con il risveglio di Clara da questo sogno.
E dunque, dimmi chi sei e ti dirò perchè ti piacerà.
Il divertissement: La maggior parte del secondo atto è occupato dal divertissement, ovvero quella parte di un balletto in cui la trama è in stallo e si susseguono diverse esibizioni di solisti o coppie, tutti con un tema in comune ma con un’esecuzione unica solo a quel pezzo. Per la maggior parte delle persone questa è la parte più noiosa, dal momento che queste sequenze servivano a dimostrare i virtuosismi dei ballerini, piuttosto che a comunicare qualcosa. Nonostante ciò, il divertissement dello Schiaccianoci è una delle parti più intrattenenti, proprio per la varietà. Essendo il secondo atto ambientato nel regno dei dolci, tutte le variazioni dei personaggi faranno riferimento ad un cibo, tentando di trovare una locazione geografica per questo cibo: ad esempio la variazione della cioccolata sarà ispirata alla Spagna, i bastoncini di zucchero ai balletti russi e così via.
La particolarità di questo balletto è proprio nell’unicità (per il tempo in cui è stato composto) delle varie coreografie.
Ti è piaciuto? Allora forse ti piacerà Alice’s Adventures in Wonderland della Royal Opera House, che, essendo stato coreografato negli ultimi anni, è molto più spinto nella ricerca di stili più unici, unendo ad esempio danza classica e tip-tap, illusioni ottiche e mimo.
Clara: La bellezza di Clara è il suo essere un personaggio in crescita: molti intendono tutta la storia come un’allegoria dell’avanzare dell’età e del passaggio dall’infanzia all’età adulta. In molte produzioni infatti, la famosa fata Confetto altri non è che Clara stessa, cresciuta e maturata, ovvero una persona che è passata dall’incoscienza tipica dei bambini alla consapevolezza delle proprie potenzialità; la fata viene infatti incoronata Regina del regno dei dolci.
Ti è piaciuto questo personaggio? Ti piacerà allora Manon, balletto che porta in scena un personaggio femminile non scontato e pieno di luci e ombre.
Lo Zio Drosselmeyer/ i Topi: Se ti è piaciuta la figura di questo zio-mago che anima i giocattoli, oppure se a causa della tua morale distorta tifavi per i topi, sicuramente hai una predilezione per l’elemento satirico e recitato della danza, oltre che per una certa dose di assurdità.
Come non consigliarti Coppelia allora, per non perdere quel personaggio al confine tra Viktor Frankenstein e Mangiafuoco.
La danza dei fiocchi di neve/ La fata confetto: Eccoci alle coreografie più discusse, smontate, rimontate, ri-coreografate, modificate, trasformate dello Schiaccianoci. Ogni ballerino e ogni coreografo che si rispetti ha voluto ammodernarle a modo proprio e secondo i propri dogmi della danza.
In ogni caso, queste coreografie, completamente femminili nella tradizione, sono l’esempio del balletto romantico (Nonostante avere 64 ballerine sul palco nella famosa prima versione fosse stato alquanto scandaloso) e della figura della ballerina: linee lunghe, movimenti definiti (ben lontani da Lamentation della Graham), lavoro brillante e musicalità.
Se ti ha colpito, potrebbe piacerti Jewels di Balanchine, che ha saputo creare uno stile tutto suo rimanendo pienamente dentro alla danza classica.
Ma come concludere senza nominare LA coreografia dello Schiaccianoci, ovvero la versione di Barbie?
Un’apoteosi d’arte, uno splendore ed una tecnica sublimi, un’animazione fluida e lirica, per non travisare l’imponente visione estetica che ha animato questo magnum opus?!
– S.
