• Ortigia non è solo il centro storico di Siracusa: è un’isola-mondo in cui storia, mare e vita quotidiana convivono da oltre duemila anni. Passeggiare tra le sue strade significa attraversare epoche diverse, tutte ancora presenti e perfettamente intrecciate. Un luogo che racconta il Mediterraneo nella sua forma più autentica, senza artifici.

    Situata sulla costa sud-orientale della Sicilia, Ortigia è una delle mete più affascinanti d’Italia per chi ama viaggiare con lentezza, osservare i dettagli e lasciarsi guidare dalla bellezza dei luoghi.

    Ortigia: dove nasce la storia di Siracusa

    Fondata dai Greci nel 734 a.C., Ortigia è il nucleo originario di Siracusa, una delle città più potenti e influenti della Magna Grecia. Nel corso dei secoli l’isola è stata romana, bizantina, araba, normanna e spagnola, diventando un vero e proprio mosaico culturale.

    COSA VEDERE AD ORTIGIA

    IL TEMPIO DI APOLLO

    Il Tempio di Apollo, situato all’ingresso dell’isola di Ortigia, rappresenta una delle testimonianze archeologiche più importanti non solo di Siracusa, ma dell’intera Sicilia antica. Superato il quartiere umbertino, il visitatore si trova di fronte a un grande emiciclo che custodisce i ruderi del tempio, un luogo che ancora oggi restituisce il senso della sua originaria monumentalità.

    Edificato nei primi anni del VI secolo a.C., se non negli ultimi del secolo precedente, il Tempio di Apollo è considerato il più antico tempio dorico della Sicilia. La sua imponenza doveva colpire profondamente chi giungeva a Ortigia dal mare: la facciata era scandita da sei colonne monolitiche, mentre i lati lunghi ne contavano diciassette. Alle colonne frontali se ne aggiungevano altre sei retrostanti, che accentuavano la profondità e la solennità dell’edificio.

    Un pronao introduceva alla cella, articolata in tre navate separate da due filari di colonne. L’architettura rivela chiaramente il carattere arcaico del tempio: l’echino amplissimo, l’architrave di notevole altezza (oltre due metri), gli intercolumni strettissimi e irregolari, elementi che rendevano complessa l’applicazione delle regole dell’euritmia dorica.

    La sua importanza storica è legata soprattutto a un primato architettonico: il Tempio di Apollo fu il primo tempio con peristasi interamente in pietra. L’uso di colonne lapidee costituì un evento eccezionale per l’epoca, tanto da essere celebrato in un’iscrizione dedicatoria sul lato orientale della crepidine, dove si legge che Cleomene, figlio di Cnidieides, dedicò il tempio ad Apollo e ne realizzò le colonne, definite come “un bel lavoro”. Tuttavia, la fiducia nella resistenza della pietra era ancora limitata: lo testimonia un frammento di architrave a forma di “L”, al cui interno correva una robusta anima lignea.

    Il tempio rimase in uso per tutta l’età romana, ma a partire dal periodo bizantino iniziò una lunga serie di trasformazioni. Fu convertito dapprima in basilica cristiana, poi in moschea durante la dominazione araba e infine nuovamente in chiesa cristiana in epoca normanna. A questo periodo risale la sopraelevazione dei muri della cella, all’interno della quale fu ricavata la chiesa del Salvatore dei maestri quartarari. L’antico ingresso di questa chiesa è ancora oggi riconoscibile nella porta archiacuta affacciata sul mercato di Ortigia.

    Nel XVI secolo, con il piano di fortificazioni voluto da Carlo V, sui resti del tempio venne edificata una caserma, il cosiddetto Quartiere Vecchio. La chiesa precedente fu demolita e, poco più di un secolo dopo, ne venne costruita un’altra dedicata alla Madonna di tutte le Grazie. Per lungo tempo, le uniche parti visibili dell’antico tempio furono due imponenti colonne, osservabili dagli studiosi sette-ottocenteschi dalla zona di contrada Salibra.

    Nella seconda metà dell’Ottocento iniziarono le prime campagne di scavo che portarono alla demolizione dell’ultima chiesa e alla progressiva riscoperta dell’edificio antico. A partire dagli anni Quaranta del Novecento, ulteriori scavi sistematici e la rimozione delle strutture militari permisero di riportare definitivamente alla luce i resti del tempio.

    Oggi ciò che appare immediatamente allo sguardo è la parte posteriore dell’edificio, poiché i templi greci erano orientati a Oriente. Rimangono soltanto due colonne e pochi altri elementi architettonici, ma sono sufficienti a restituire l’idea della straordinaria monumentalità di quello che, per secoli, è stato uno dei luoghi sacri più importanti del Mediterraneo. Camminando tra i vicoli, ogni edificio racconta una trasformazione, ogni piazza conserva tracce di un passato ancora vivo.

    PIAZZA DUOMO

    Piazza Duomo è il simbolo della ricostruzione barocca dopo il terremoto del 1693, che ha dato vita a uno splendido scenario architettonico. Al centro della piazza si erge la Cattedrale della Natività di Maria Santissima, che incorpora le antiche colonne del tempio dorico dedicato ad Atena. La piazza ospita anche altri edifici storici e religiosi, come il Palazzo Beneventano del Bosco, il Palazzo Vermexio e la Chiesa di Santa Lucia alla Badia.

    Il mare come presenza costante

    A Ortigia il mare non è mai lontano. È una presenza continua, che accompagna ogni passeggiata e definisce il carattere dell’isola.

    La Fonte Aretusa, legata al mito greco della ninfa Aretusa, è uno dei luoghi simbolo di Ortigia. Qui cresce spontaneamente il papiro, creando uno scenario raro e suggestivo a pochi metri dal mare aperto.

    Il lungomare di Levante e di Ponente offre alcuni dei tramonti più suggestivi della Sicilia: la luce calda si riflette sulla pietra chiara dei palazzi e l’isola assume un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo.

    Per chi desidera vivere il mare in modo diretto, Ortigia offre anche piccole spiagge e calette urbane, come Cala Rossa, dove è possibile fare il bagno circondati da mura antiche e scogli scolpiti dal vento.

    Vita quotidiana, mercati e sapori locali

    Ortigia non è un museo a cielo aperto, ma un quartiere vivo e abitato. Qui convivono residenti, artigiani, studenti e viaggiatori, creando un equilibrio raro tra turismo e autenticità.

    Il Mercato di Ortigia rappresenta l’anima più “quotidiana” dell’isola: banchi di pesce fresco, spezie, frutta di stagione e prodotti tipici raccontano la tradizione gastronomica siciliana senza mediazioni. È il luogo ideale per osservare la vita quotidiana e assaggiare lo street food locale.

    La sera, Ortigia si trasforma. I vicoli si animano, i tavolini all’aperto si riempiono e l’isola diventa uno dei luoghi più affascinanti della Sicilia per una cena vista mare o un aperitivo al tramonto.

    Perché visitare Ortigia

    Ortigia conquista per il suo equilibrio: è storica ma accessibile, elegante ma dotata di spazi storici, con una grande tradizione siciliana e al tempo stesso universale e turistica. È una destinazione ideale per chi ama le città d’arte, il mare, la cultura mediterranea e i luoghi capaci di raccontarsi senza bisogno di filtri.

    Visitare Ortigia significa entrare in contatto con una Sicilia essenziale, fatta di luce, pietra e memoria. Un luogo che non si limita a essere visto, ma che si lascia vivere, passo dopo passo.

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