Fin dall’alba dei tempi il mondo si alimenta con eterne civil war, di più o meno importanza: dalle più classiche dispute calcistiche ai più comuni problemi nostrani tipicamente patriottici in cui ci s’interroga se è più buona la pasta lunga o corta (e soprattutto con quale condimento si sposa meglio il tutto).
Ma poi, nel bel mezzo di queste nostre discussioni filosofiche quotidiane, arriva all’improvviso Dicembre che porta con sé probabilmente più diatribe di tutto un calendario intero. Di fatti o ne sei entusiasta e già dal primo del mese ti tramuti in una sorta di piccolo elfo di Babbo Natale con le musiche di Michael Bublé fisse nella tua playlist di spotify h24 mentre addobbi ogni cm quadrato della casa, oppure condividi la filosofia del Grinch e piuttosto che dire di sì all’ennesima cena con quegli “amici” della palestra, improvvisi un’agenda ricca d’impegni improrogabili come ad esempio il fissare il muro delle 16:30 (cit.)
Ma a prescindere di come vivrai queste prossime settimane, le vacanze di Natale possono diventare anche un fantastico pretesto per staccare la spina, soprattutto per noi studenti e gli imminenti esami della sessione invernale.
Per la nostra “rubrica” di gite fuori porta da fare in giornata, oggi ho pensato di proporvi Verona. Ad appena un’oretta e mezza dalla città lagunare esiste questa città dal fascino bucolico (di fatti è stata inserita 25 anni fa all’interno del patrimonio dell’UNESCO), come se fosse uscita dalla sceneggiatura di un romance o tracciata dall’immaginario collettivo straniero di come pensano sia fatta una città italiana. È famosa per tante cose: ad esempio per essere stata la location della celebre opera shakespeariana Romeo e Giulietta, possedere uno degli anfiteatri romani antichi giunti fino a noi col miglior grado di conservazione (l’Arena, dove oggigiorno si esibiscono cantati italiani e di fama internazionale)… e sì, Verona è nota anche i mercatini di Natale.
Anche questo rappresenta il più delle volte un tasto dolente, soprattutto per i poveri fidanzati costretti a curiosare tra infinite bancarelle alla ricerca di addobbi kitsch da appendere all’albero (alla modica cifra di 15€ a pallina), piuttosto che poltrire sul divano e guardare le prove di gara della F1. Ma se non ci siete mai stati, posso assicurarvi che questi di Verona ne valgono davvero la pena. Fino al 28 Dicembre, nella nuovissima location di Piazza Bra, potrete trovare oltre 60 caratteristiche casette in legno dove espositori anche esteri proporranno prodotti tipici tradizionali artigianali quali addobbi in vetro, legno e ceramica, tante idee regalo nonché specialità gastronomiche e deliziosi dolci natalizi. Garantisco che anche solo una bella cioccolata calda o un bretzel da dividere in compagnia vale il biglietto del viaggio.
Ma ormai sapete che l’obbiettivo dei miei pezzi non è quasi mai farvi percorrere i classici tratti turistici ma proporvi invece degli itinerari alternativi, quasi più lenti, ma forse autentici. Mi è successo proprio l’anno scorso quando mi sono imbattuta per puro caso nel Palazzo Maffei, un edificio affacciato su Piazza delle Erbe; esternamente abbastanza anonimo ma che, una volta superato l’ingresso, si tramuta in una wunderkammer, una vera e propria camera delle meraviglie per gli amanti dell’arte in cui il passato e il presente dialogano con una fluidità davvero rara. È inusuale trovare realtà simili in Italia in cui, con oltre 700 opere pittoriche e non, si arriva a raccontare quasi 2mila anni di storia. Vi è un focus sull’arte veronese ma anche pezzi significativi del XX secolo come Emilio Vedova, Lucio Fontana o Andy Warhol.
Uno degli ultimi acquisti della casa museo è avvenuto nel 2023 con l’arrivo di una copia della Grande onda di Kanagawa di Katsushika Hokusai, che ha portato ancora più notorietà a livello turistico l’intera collezione di Palazzo Maffei. Probabilmente una delle opere più conosciute a livello mondiale, che si materializza senza sforzi nella mente della maggior parte di noi quando si parla di icone dell’arte, insieme alla Gioconda di Leonardo o La notte stellata di Van Gogh. Nella sua finezza esecutiva rappresenta il simbolo delle opposte tensioni provate dall’uomo nei confronti della forza mare: il terrore ancestrale verso l’ignoto e il desiderio incombente di superare le proprie paure, per valicare anche gli ostacoli apparentemente insuperabili.
Per noi studenti (fino a 26 anni ed esibendo il tesserino) il biglietto costa appena 7€ e con un piccolo sovrapprezzo potete anche visitare la terrazza panoramica dell’ultimo piano che vi permetterà una visuale magica della città dall’alto, soprattutto ora che fa buio molto presto ma le luci donano calore all’atmosfera. Per qualsiasi informazione in più, potete dare un’occhiata al sito ufficiale http://www.palazzomaffeiverona.it.
Ma a prescindere da tutto questo, ricorda solo una cosa: non importa che a te piaccia festeggiare con la famiglia o gli amici, da solo in pigiama disteso sul divano o a sciare in Valle d’Aosta. L’importante è preservare nel nostro cuore i valori più alti che possediamo… come il colesterolo, i trigliceridi e la glicemia. 😉
(a proposito: team pandoro o panettone?)
Buone feste unive e felice 2026!
-morghy_marghe
