Dal 2 al 12 settembre 2026 la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia non sarà dedicata solamente ai film proiettati nelle sale del Lido. Torna infatti anche Venice Immersive, la sezione della Biennale interamente dedicata alla realtà virtuale, alla realtà mista, ai mondi digitali e alle nuove forme di narrazione immersiva.
L’edizione di quest’anno avrà un significato particolare: Venice Immersive festeggerà infatti il suo decimo anniversario. Un percorso iniziato nel 2016 con la creazione di un primo VR Theater e proseguito nel 2017 con l’apertura, sull’isola del Lazzaretto Vecchio, della prima competizione dedicata alle opere in realtà virtuale organizzata all’interno di un grande festival cinematografico internazionale.
Da allora il settore è cambiato profondamente. Le esperienze immersive sono diventate più complesse, interattive e accessibili, superando il concetto tradizionale di film per includere installazioni, ambienti virtuali esplorabili, visori XR e opere nelle quali lo spettatore non si limita a osservare, ma viene coinvolto direttamente.
Un’isola dedicata alle esperienze immersive
Il programma si svolgerà ancora una volta alla Venice Immersive Island, il nome con cui durante la Mostra viene identificata l’isola del Lazzaretto Vecchio, situata a pochi minuti dal Lido di Venezia.
Nel pomeriggio del 1° settembre è prevista una preview riservata alla stampa e agli operatori del settore, mentre dal 2 al 12 settembre le esperienze saranno accessibili agli accreditati.
Il programma del 2026 comprenderà complessivamente 68 progetti provenienti da 26 Paesi. Di questi, 30 saranno presentati in concorso, con 22 anteprime mondiali e 8 anteprime internazionali. Altri 35 progetti faranno parte della selezione fuori concorso, mentre tre opere provengono dal percorso Biennale College Cinema – Immersive.
La sezione fuori concorso sarà divisa in due aree. La prima, chiamata Best of Experiences, raccoglierà nove lavori già distribuiti o presentati in altri festival. La seconda, Best of Worlds, comprenderà 26 mondi virtuali creati da artisti indipendenti sulla piattaforma VRChat, che anche quest’anno sostiene la manifestazione.
Si tratta quindi di una selezione molto ampia, capace di mostrare le diverse direzioni intraprese dalla creatività digitale: dalla realtà virtuale più cinematografica alle installazioni fisiche, passando per la realtà mista, gli ambienti interattivi e le esperienze collettive all’interno di mondi virtuali.
Da David Bowie all’Everest: i progetti in concorso
Tra le 30 opere in competizione compaiono titoli e collaborazioni particolarmente interessanti. Bowie: Unseen Unheard, diretto da Denis O’Regan e Nick Ryan, sarà un’installazione immersiva dedicata a David Bowie. Disneynature’s Wolf: An Immersive Experience proporrà invece un’esperienza cinematografica dedicata al mondo dei lupi.
Il programma comprenderà anche Everest: The First Ascent, un’installazione in realtà virtuale dedicata alla prima ascensione dell’Everest, e Galapagos: The Last Eden, un progetto della durata di un’ora da vivere attraverso visori XR.
Tra le opere selezionate troviamo inoltre Finding Frida, dedicato alla figura di Frida Kahlo, Smithsonian Starstruck: An Immersive Experience, Amsterdam 1652: The Hands of the City e Nevatars, progetto che vede tra i registi anche Andy Serkis, conosciuto per il suo lavoro nella recitazione e nella motion capture.
La selezione attraversa territori e argomenti molto differenti. Alcune opere sembrano concentrarsi sulla memoria e sull’identità, altre esplorano eventi storici, paesaggi naturali, conflitti, esperienze personali e nuovi modi di abitare gli spazi digitali. Anche la durata varia notevolmente: si passa da installazioni di pochi minuti a esperienze che possono durare diverse ore.
Fuori concorso saranno invece presentati progetti come Crafting Crimes, Hotel Infinity, Little Nightmares VR: Altered Echoes, Spymaster e The Amusement. Il pubblico potrà inoltre partecipare alle visite guidate dedicate ai mondi virtuali della sezione Best of Worlds.
La giuria internazionale
A valutare le opere in concorso sarà una giuria internazionale presieduta dall’artista canadese Paul Raphaël, vincitore di due Emmy e cofondatore dei Felix & Paul Studios, realtà specializzata nella produzione di esperienze immersive.
Nel corso della sua carriera Raphaël ha contribuito alla realizzazione di più di 40 progetti, collaborando con realtà e personalità come la NASA, Steven Spielberg, Wes Anderson, il Cirque du Soleil e Barack Obama. Tra i suoi lavori più conosciuti figura Space Explorers: The ISS Experience, girato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Insieme a lui faranno parte della giuria l’artista e regista iraniana Négar Motevalymeidanshah e la regista e sceneggiatrice belga Kate Voet.
Motevalymeidanshah lavora tra animazione, illustrazione e media immersivi. Nel 2025 ha ricevuto a Venezia il Premio speciale della giuria Venice Immersive per Less Than 5gr of Saffron, un’esperienza legata ai temi della percezione, della vulnerabilità e dello sfollamento.
Kate Voet ha invece ottenuto il riconoscimento internazionale con A Long Goodbye, scritto e diretto insieme a Victor Maes e premiato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2025. Successivamente l’opera è stata presentata in numerosi festival internazionali, tra cui SXSW, Annecy e Busan.
La giuria assegnerà tre riconoscimenti: il Gran Premio Venice Immersive, il Premio Speciale della Giuria Venice Immersive e il Premio per la Realizzazione Venice Immersive.
Come partecipare a Venice Immersive 2026
Tutti gli accreditati della Mostra del Cinema potranno accedere ai titoli presenti nel programma. Per chi fosse interessato esclusivamente alla sezione immersiva sarà disponibile anche uno specifico Accredito Venice Immersive, riservato alle persone maggiorenni.
Sono previste tre formule: l’accredito valido per due giorni avrà un costo di 40 euro, quello valido per cinque giorni costerà 60 euro, mentre l’accredito completo, utilizzabile dal 2 al 12 settembre, avrà un prezzo di 100 euro.
Venice Immersive rappresenta ormai uno degli appuntamenti più particolari della Mostra del Cinema. È un’occasione per scoprire in anteprima tecnologie e linguaggi che potrebbero influenzare il futuro dell’intrattenimento, dell’arte e del cinema. Un’esperienza diversa dalle tradizionali proiezioni del Lido, nella quale il pubblico può entrare fisicamente e virtualmente all’interno delle storie.
