OPINIONI DALLO STADIO: VENEZIA-lAZIO

Il Venezia perde ancora, ma raccontare questa partita come una semplice dimostrazione di superiorità della Lazio sarebbe riduttivo. Al Penzo, il 19 settembre, decidono il rigore di Zaccagni al 51’ e il colpo di testa di Noslin al 60’. Prima, però, c’è stato un frangente della partita dove i lagunari hanno avuto più di un’occasione per indirizzare la partita diversamente. È questo il contrasto da cui partire: un Venezia capace di mettere in difficoltà l’avversario, ma ancora fermo a zero punti dopo cinque giornate.

Un primo tempo da cui ripartire

Dopo un avvio favorevole alla Lazio, il Venezia cresce e riesce a rendersi pericoloso. Il rigore conquistato da Correia, che approfitta dell’errore di Floriani Mussolini e viene atterrato da Mandas, è un episodio isolato durante la prima parte della gara. I lagunari però oltre al rigore conquistato ma sbagliato da Yeboah ( a 3 rigori sbagliati su 5) trovano altre opportunità che costringono il portiere biancoceleste a diventare il protagonista del primo tempo.

Dopo il rigore parato a Yeboah, il Venezia non smette immediatamente di giocare diversamente dalla scorsa partita. Arrivano ancora le conclusioni di Adams e Hainaut, fermate da Mandas. La squadra però continua ad essere sterile in attacco e concede tantissime occasioni alle avversarie.

Yeboah pesa sulla partita, ma non può spiegare tutto

La serata di Yeboah passa inevitabilmente attraverso due episodi: il rigore respinto da Mandas e l’intervento su Taylor che, nella ripresa, concede alla Lazio la possibilità di andare avanti. Sono errori pesanti, soprattutto in una partita rimasta in equilibrio fino all’intervallo. Nasconderli non avrebbe senso.

La nostra opinione

Il risultato racconta una sconfitta, ma dalla partita vista al Penzo si può trovare qualcosa di positivo. Il Venezia disputa infatti un buon primo tempo, crea diverse occasioni e ha anche la grande opportunità di passare in vantaggio, ma Mandas para il rigore a Yeboah e tiene in piedi la Lazio.

Nella ripresa cambia tutto. Un altro episodio che coinvolge Yeboah porta al rigore trasformato da Zaccagni, poi Noslin firma lo 0-2. La Lazio dimostra maggiore concretezza: soffre quando deve soffrire e colpisce quando ne ha l’occasione.

La sensazione dallo stadio è quindi contrastante: il Venezia dimostra di poter mettere in difficoltà anche avversari come la Lazio, ma deve trasformare le buone prestazioni in risultati.

Il Venezia può ripartire dalle occasioni create e da alcuni momenti positivi della prestazione, ma non può accontentarsi. Cinque sconfitte nelle prime cinque giornate sono un dato pesante e gli errori nelle due aree continuano a costare punti.

Ora saranno decisive le prossime ore e i prossimi giorni per valutare da parte della società e della dirigenza il lavoro di Giovanni Stroppa decisamente in bilico dopo questa lunga serie di sconfitte pesanti.

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