Il film
Curry Barker, un regista novizio, che, in realtà, nasce come youtuber, crea il capolavoro di cui si è discusso moltissimo in questi mesi. Una storia molto impattante e puramente cruda, che smaschera la natura umana nella sua crudeltà intrecciandosi perfettamente alla narrazione horror di un’ossessione brutale. Un film la cui realizzazione ha un budget di soli 750.000 $, ma che in pochissimo tempo ne ha incassati oltre 400 milioni.
Il bastoncino del desiderio
La storia di Obsession gira attorno a un oggetto di un negozio di esoteria: un bastoncino del desiderio. Il one wish willow permette di far diventare realtà ogni tuo sogno più recondito, semplicemente annunciando ciò che vorresti e spezzando il bastoncino a metà. Il problema sta nella realizzazione del desiderio: qualsiasi cosa tu esprima verrà presa alla lettera, generando realtà disordinate e contorte se non si fa attenzione. Baer, il protagonista della storia, desidererà di essere amato incondizionatamente da Nikki, una sua cara amica d’infanzia e collega, che, da quel momento in poi, perseguiterà il ragazzo con un amore sempre più malsano e rotto. Una delle teorie sul perché l’affetto della ragazza non sia puro e sano sta nelle parole di Bear: “Vorrei che Nikki Freeman mi ami più di chiunque altro al mondo”. Il desiderio è troppo generale e diretto, senza “se” e senza “ma”, per questo la nuova Nikki sa solo di dover amare il ragazzo infinitamente, malgrado tutto quello che comporti.
Il gatto
Sandy, la gatta di Bear, ha un ruolo molto importante nel film: l’animale viene trovato morto dal padrone a praticamente inizio film, dopo aver ingerito le sue pillole antidepressive. Bear non sembra avere gran senso di colpa, ma è comunque colpito dalla morte del suo compagno animale, che getta nella spazzatura. Alcune teorie dicono che la nuova Nikki sia posseduta dallo spirito del gatto, tornato per perseguitare Bear, modificando il comportamento della ragazza. Infatti, Nikki sembra sviluppare movimenti felini e rivelare, in alcune scene, degli occhi gialli che si illuminano al buio. Per non parlare della scena in cui, come farebbero i gatti con i topi morti, porta a Bear la sua gatta come regalo.
Durante una pausa pranzo, il ragazzo mangia un panino preparato dalla fidanzata, per poi rendersi conto che è stato farcito con la carne del suo gatto: probabilmente Nikki ha cercato di unire malsanamente due cose che Bear ama, cioè il cibo e la sua gatta.
La festa
Bear viene invitato a una festa di soli uomini dall’amico Ian, ma, quando lo comunica a Nikki la ragazza impazzisce, quindi è costretto a portarsela con sé. Il party si rivela colmo di ragazze, chiaro segno che Ian ha mentito, anche lui infastidito dagli strani comportamenti della nuova Nikki. Durante un gioco, i giocatori devono baciare il compagno alla loro sinistra. In questo caso è Sarah la persona alla sinistra di Bear, situazione che turba parecchio la fidanzata, che, con una naturalezza disarmante, sposta la sedia dell’amica e si posiziona a lato di Bear. Il fatto è che lei non è mai davvero alla sua sinistra: sono moltissime le scene in cui Nikki è alla destra di Bear, mentre le scene di Sarah la ritraggono sempre alla sua sinistra. Questo è forse una scelta simbolica: la persona a cui Bear era destinato è sempre stata Sarah, che, tra l’altro, provava qualcosa per il ragazzo, e probabilmente l’avrebbe salvato dalla sua ossessione per Nikki, evitando tutte le conseguenze del desiderio.
Sempre nella scena della festa, Nikki si alza in piedi per recitare un sottospecie di poema tratto da Hansel e Gretel, che, però, ritrae i due fratelli in modo erotico e incestuoso: questo ricorda come la vera Nikki vedesse l’amico Bear, come un fratello.
La vittima
Sembra impossibile, ma ci sono state opinioni molto contrastanti su chi fosse la vera vittima nel film. Inizialmente Bear ci fa quasi pena, oppure ci provoca semplice imbarazzo. Nikki, d’altro canto, nel corso della storia, fa sempre più paura e diventa più folle e cruda man mano. Ciò non toglie il fatto che la povera ragazza non è più padrona del suo corpo, quindi delle sue azioni. Costretta a fare da spettatrice a tutte le atrocità e i deliri di qualsiasi cosa abbia impossessato la vera Nikki. Non avrebbe mai voluto tutto questo, prima che il bastoncino venisse spezzato, lei voleva solo tornare a casa sua e dormire. La conosciamo davvero solo per i primi dieci minuti del film, quando racconta del suo sogno di voler diventare scrittrice e quando dà dei soldi a un povero senzatetto. Ritorna solo quando l’entità dorme e lei può sussurrare a Bear di aiutarla, o meglio, di ucciderla. Quella che sembra il carnefice, in realtà, è una vera e propria vittima.
L’inetto
Un’ottima parola per descrivere il personaggio di Bear è codardo: non sarà mai in grado di dire a Nikki ciò che prova, neanche dopo che la ragazza gliel’ha chiesto. Inoltre, scoprirà come spezzare l’incantesimo e liberare la ragazza, ma non avrà mai il coraggio di fare realmente qualcosa. Fino alla fine, non riesce a togliersi la vita e rimediare a ciò che lui stesso ha creato. Per tutto il corso del film pensa solo a se stesso, mentre tortura una ragazza che profinava di amare, arrivando anche quasi al punto di tradirla. Neanche sentendo le sue urla al telefono non muoverà un dito, dopo, per giunta, aver chiesto come modificare, e non eliminare, il desiderio. Quando lei lo supplicherà di ucciderla così da liberarla, lui le chiederà cosa c’è di così male nello stare con lui. Il vero cattivo del film è proprio Bear.
La finta Nikki
Dopo che Bear ha espresso il desiderio, Nikki cambia completamente e improvvisamente personalità: è molto più dolce e affettuosa, sembra assecondare il ragazzo in tutto. Per stare più a lungo con Bear dice una frase: “Ho appena perso il mio gatto…” al che il ragazzo è confuso. La verità è che è stato lui a perdere il gatto, solo che la nuova Nikki si sta aggiustando basandosi su ciò che Bear ama. Poco dopo scoppia in lacrime lasciandosi andare la testa sul cruscotto; riecheggia il rumore del suo singhiozzare ma lei è immobile.
Un’altra cosa molto interessante è come lei viva esclusivamente per lui: ad esempio, in una scena lui la coglie a leggere un libro al contrario, come se stesse fingendo di fare qualcosa per conto suo. Quando lui esce di casa lei la mette sottosopra, tanto da non riuscire a fare i propri bisogni nel bagno, ma invece lasciarli in giro per casa. Arriva al punto di mentire sul padre da cui ha preso le distanze solo per fargli pena e tenerselo vicino.
Stando attenti si può notare come ogni volta che Nikki dice di amare Bear, in realtà, scuote la testa come per dire di no.
Il finale
Nikki indossa i vestiti di Sarah e si è tracciata sul corpo il disegno dei suoi tatuaggi, il corpo di Ian è sul pavimento di casa di Bear, l’ultimo non sa più che fare per sistemare le cose. Corre in bagno e, inizialmente vuole spararsi, ma non trova il coraggio, quindi ingoia tutte le sue pillole. Possiamo vedere il momento in cui Nikki, dal salotto, spezza il bastoncino abbandonato da Bear, forse desiderando che lui la ami come lei ama lui. Questo è l’unico momento in cui i due si amano davvero. Lui muore tra le sue braccia, Nikki quindi è finalmente libera, ma colma di morti sulle spalle. Probabilmente andrà in carcere per un bel po’, se non per tutta la vita, condannata da un uomo ossessionato dall’idea di lei.
