Studiare, laurearsi, trovare lavoro e costruirsi un futuro. Per molti giovani italiani questo percorso sembra sempre più difficile. Negli ultimi anni il costo della vita è aumentato rapidamente, mentre gli stipendi sono rimasti sostanzialmente fermi. Il risultato? Sempre più universitari e giovani laureati stanno scegliendo di trasferirsi all’estero.
Secondo i dati Istat, nel 2024 l’Italia ha registrato una perdita netta di circa 21.000 giovani laureati tra i 25 e i 34 anni: gli espatri hanno superato di gran lunga i rientri. Si tratta di uno dei valori più alti mai registrati per il cosiddetto fenomeno della “fuga dei cervelli”.
Ma perché tanti ragazzi decidono di partire?
La risposta non è soltanto economica, anche se il fattore economico pesa moltissimo. Negli ultimi anni gli affitti sono aumentati in molte città universitarie italiane. A Venezia, Milano, Bologna e Roma trovare una stanza a prezzi accessibili è diventato sempre più complicato. Nel frattempo, gli stipendi iniziali offerti ai giovani laureati spesso non permettono di vivere in autonomia senza il sostegno della famiglia.
I dati europei mostrano che i giovani italiani sono tra i meno pagati dell’Unione Europea. Nel 2022 la retribuzione oraria media degli under 29 italiani era di 11,7 euro contro una media europea di 13,4 euro. Inoltre, il lavoro precario continua a essere più diffuso rispetto a molti altri Paesi europei.
Per molti studenti il confronto con l’estero è inevitabile. In Paesi come Germania, Paesi Bassi, Svizzera o Irlanda gli stipendi iniziali sono spesso più elevati e le prospettive di crescita professionale appaiono migliori. Anche considerando un costo della vita più alto, numerosi giovani ritengono di riuscire a costruire una maggiore indipendenza economica rispetto all’Italia.
Il fenomeno non è nuovo. Tra il 2013 e il 2022 oltre 352.000 giovani italiani tra i 25 e i 34 anni hanno trasferito la propria residenza all’estero. Tra questi, più di 132.000 erano laureati. Nello stesso periodo i rientri sono stati nettamente inferiori.
La questione riguarda da vicino anche il mondo universitario. Molti studenti iniziano a pensare a un futuro all’estero già durante il percorso di studi, attraverso programmi Erasmus, master internazionali o tirocini fuori dall’Italia. Per alcuni si tratta di un’esperienza temporanea; per altri diventa una scelta definitiva.
Naturalmente non tutti partono esclusivamente per motivi economici. Alcuni cercano ambienti di lavoro più meritocratici, maggiori opportunità di carriera o semplicemente un contesto internazionale. Tuttavia, il tema degli stipendi e del costo della vita rimane centrale.
La domanda che molti giovani si pongono oggi è semplice: dopo anni di studio e sacrifici, è ancora possibile costruire un futuro stabile in Italia?
La risposta non è uguale per tutti. Ma i numeri mostrano chiaramente una tendenza: sempre più studenti e laureati stanno cercando quella risposta oltre i confini nazionali.
