• Con una prestazione dominante McLaren torna a festeggiare una vittoria in casa che mancava dal 2008. Era tutto fuorché un successo scontato per la formazione papaya, sulla pista e nelle condizioni meno generose per la MCL39. C’è tanto della macchina dietro al distacco record inflitto alla Ferrari sul bagnato, ma anche un mix di sapienti scelte tecniche e tattiche. Nella grigia Silverstone brilla anche il verde della Sauber di Nico Hulkenberg, ripagata degli enormi sforzi profusi nello sviluppo.

    McLaren e Ferrari su pianeti diversi

    In Inghilterra va in scena una delle gare più divertenti dell’anno, dove i capricci del meteo accendono i riflettori sulla sensibilità dei piloti e sulla tattica. Nell’acquazzone di Silverstone però emerge soprattutto la superiorità delle McLaren, parzialmente agevolate dalla pista libera, schiacciando nel confronto sul passo una Ferrari che tanto aveva impressionato sull’asciutto. Le machine papaya beneficiano della configurazione aerodinamica più carica rispetto alle Rosse e soprattutto alle Red Bull, ma Andrea Stella invita a guardare oltre: “Non penso che l’ala posteriore sia necessariamente l’unica ragione per cui si performa meglio o peggio sul bagnato. Dipende anche da come usi le gomme e ne gestisci la temperatura”. Il primo a riconoscerlo è Christian Horner, portavoce di un Verstappen sopraffatto dal duo papaya: “Non appena le gomme hanno iniziato a scaldarsi con la pista che si asciugava, si è visto il vantaggio della McLaren sulle intermedie. Erano miglia avanti a tutti”.

    McLaren già aveva dimostrato a Melbourne di saper contenere egregiamente il degrado sulle intermedie, ma mentre al tempo erano le posteriori quelle limitanti, a Silverstone le MCL39 se la cavano egregiamente anche con le anteriori. Non è solo una questione di qualità del progetto dunque, ma anche di esecuzione, individuando il compromesso migliore per le pressioni, la cui scelta determina la capacità di evacuare acqua e la tendenza a scaldarsi. “In queste condizioni, dipende molto anche dalle pressioni”, spiega Vasseur. “La scelta si basa sulla proiezione di quanti giri andrai a fare con quel treno di gomme. Oggi però era più difficile che mai prevederlo”. Un plauso dunque alla gestione tecnica da parte della McLaren di quella che anche sul bagnato rimane una macchina stabile e bilanciata, a differenza di una Ferrari intrisa di un DNA che da anni la porta a spegnersi con la pioggia.

    McLaren, la vittoria più dolce

    La scuderia di Woking festeggia così una nuova schiacciante doppietta, il cui significato speciale trascende l’emotività di un successo in casa atteso per 18 anni. Nel 2023 a Silverstone la McLaren fu autrice di una delle prestazioni migliori della sua stagione, ma al tempo le curve veloci della pista inglese costituivano il punto di forza delle macchine papaya. Tante cose sono cambiate da allora, con delle scelte tecniche che hanno sacrificato le competitività nel veloce, svincolandosi dalla necessità di girare estremamente bassi e rigidi per guadagnarne in prestazione nel lento e soprattutto in versatilità.

    A metà campionato, quello che continua a impressionare della MCL39 è proprio la sua incisività in ogni condizione, dal caldo torrido dell’Austria al freddo del Regno Unito. “Penso che sia molto difficile avere un’auto costante ed è il motivo per cui McLaren è tanto più veloce di tutti”, riconosce Vasseur. La formazione papaya raccoglie un successo sulla pista a lei meno amica, dove le basse temperature, l’asfalto liscio, le curve veloci e l’usura dell’anteriore costituiscono il mix a lei peggiore. I papaya però non hanno intenzione di fermarsi, con altri aggiornamenti in cantiere, a partire dal nuovo fondo atteso al debutto in Belgio che già nei test di venerdì a Silverstone ha dato riscontri incoraggianti.

    Il titolo sarà dunque una questione interna. A sorridere per la seconda volta consecutiva è Norris, rivedibile in qualifica, ma più veloce di Piastri nel confronto sul passo. Lando vince con il merito di non sbagliare in una giornata in cui invece la pioggia induce tutti all’errore, inclusi i pluricampioni del mondo. Dopo aver spesso dubitato della sua resilienza psicologica, Norris dà prova di grande forza mentale sotto la pressione del correre in casa, ma soprattutto reagendo da campione all’incidente del Canada.

    Ferrari giù dal podio

    Dopo i riscontri incoraggianti del venerdì, il Cavallino si spegne sul bagnato. Sull’assenza dal podio pesano le scelte tattiche, a partire dalla chiamata di Leclerc di montare le slick subito prima del via, valutando male il tempo di asciugatura della pista. Hamilton invece manca l’assalto finale a Hulkenberg per gli errori commessi nel giro di uscita dai box dopo l’ultima sosta. A detta di Vasseur, il passaggio alle slick avviene un giro troppo presto, con l’attenuante della difficoltà extra data dalla perdita del segnale GPS dell’inglese dopo 11 giri.

    Non si può fare a meno di interrogarsi comunque sulle croniche difficoltà della Ferrari con la pioggia, con l’apice raggiunto nel momento di massima bagnatura della pista, con tempi superiori di oltre 1 secondo a quelli delle McLaren. Pur sconcertato da un’auto sempre pronta a coglierlo di sorpresa, Hamilton mostra comunque una maggiore incisività di Leclerc, figlia forse di un assetto che, per quanto sempre più vicino a quello del compagno, continua a essere differente, nel tentativo di placare il nervosismo della SF-25. “Sto usando più quel metodo, ma lui ha un assetto abbastanza diverso, verso il quale non voglio andare”, spiega Lewis.

    Ferrari ha del lavoro da fare anche in qualifica. A detta di Leclerc, il criptico problema da lui denunciato non sarà risolvibile da breve. Su queste pagine si era ipotizzato un legame con il pescaggio del carburante, ma a Radio 1 il monegasco ha poi associato il problema allo sterzo. Charles si dice anche determinato a migliorare la propria guida sul giro secco, con Vasseur portatore di una teoria sulla sua involuzione: “Sul passo gara è migliorato, forse anche per via dell’assetto. Sta andando in una direzione che rende la qualifica più difficile”.  Il lavoro in vista del Belgio non manca di certo.

    Classifica piloti post GP di Gran Bretagna

    All’improvviso Hulkenberg

    Altra grande protagonista di giornata è la Sauber, la cui hospitality viene invasa da musica e cori per festeggiare il primo podio in carriera di Nico Hulkenberg. Semplicemente perfetta la guida del tedesco, che anticipa tutti di due giri nel rientrare per primo ai box per montare il secondo treno di intermedie, strategia coordinata dall’ex-Ferrari Rueda, esprimendo poi un passo di tutto rispetto. Guai a pensare a una scommessa con l’assetto della Sauber, con il Team Principal Jonathan Wheatley che ha parlato di un weekend preparando esclusivamente per l’asciutto.

    Va elogiato comunque il lavoro del reparto tecnico di Hinwil, capace di portare in pista aggiornamenti con continuità, risalendo rapidamente la china. La svolta avviene con il pacchetto portato in Spagna, gara coincisa non a caso con il ritorno a punti. “Da Barcellona abbiamo visto un miglioramento della fiducia di entrambi i piloti”, commenta Wheatley. La Sauber ha combattuto da inizio anno con un’auto terribilmente nervosa, soprattutto in qualifica. “Mi ricordo che a Jeddah i piloti faticavano persino nella prima staccata. Adesso non ne parliamo nemmeno più”, racconta il Team Principal. Quello di Silverstone è anche il primo podio della sua co-gestione con Mattia Binotto, altro ex di lusso di Maranello.

    Suona come una resa iridata invece il quinto posto di Max Verstappen. Scattato dalla pole, l’olandese va subito in difficoltà con un assetto terribilmente scarico. Christian Horner parla di una configurazione rasente quella di Monza, montando in gara la nuova ala posteriore inizialmente portata a Silverstone solo per un test preparatorio in vista di Spa. La buona notizia è che Red Bull ha ora più frecce al proprio arco per adattarsi anche ai circuiti da basso carico, mettendosi in condizione di puntare a qualche altra vittoria di tappa in una stagione all’insegna della McLaren.

    Classifica costruttori post GP di Gran Bretagna




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