Venezia continua a essere una delle città più amate e visitate al mondo. Milioni di turisti arrivano ogni anno per vedere i canali, le calli, Piazza San Marco, i ponti e quell’atmosfera unica che rende la laguna diversa da qualsiasi altro posto. Eppure, mentre il turismo cresce, chi a Venezia dovrebbe viverci ogni giorno continua lentamente a sparire.
Il dato più preoccupante non riguarda soltanto il numero complessivo dei residenti, ma soprattutto i giovani. Sempre più studenti, lavoratori e giovani coppie lasciano il centro storico per trasferirsi a Mestre, Marghera o fuori provincia. Per molti non è una scelta romantica o temporanea, si rivela essere una necessità economica e pratica.
Secondo i dati anagrafici riportati da ANSA, nel 2024 il centro storico veneziano è sceso a circa 48.500 residenti. Solo dieci anni fa invece erano oltre 56 mila.
La diminuzione della popolazione non è un fenomeno nuovo: Venezia perde abitanti da decenni. Ma oggi il problema sembra colpire soprattutto le fasce più giovani, quelle che dovrebbero costruire il futuro della città.
Sempre meno under 30 in laguna
Secondo un’analisi pubblicata dal progetto Ri-Pensare Venezia, tra il 1981 e il 2022 i residenti tra i 15 e i 29 anni nella città storica e nel litorale sono diminuiti di oltre il 60%.
In quarant’anni Venezia ha perso circa 16 mila giovani in quella fascia d’età, mentre le nascite sono diminuite del 58%. La città è diventata progressivamente più anziana: aumentano gli over 65 e diminuiscono gli studenti, i giovani lavoratori e le famiglie con figli.
Anche il Corriere del Veneto ha parlato di una vera e propria “fuga dei giovani”: dal 2001 il Comune di Venezia ha perso circa 30 mila residenti tra i 20 e i 44 anni.
Numeri enormi, soprattutto se si considera che Venezia è una città relativamente piccola. Ogni anno decine di persone scelgono di trasferirsi altrove perché mantenere una vita stabile in laguna sta diventando sempre più complicato.
Il problema principale? Gli affitti
Per molti giovani il primo ostacolo è semplicemente trovare casa.
Negli ultimi anni il mercato immobiliare veneziano è stato completamente trasformato dalla crescita degli affitti turistici brevi. Molti appartamenti che una volta venivano affittati a residenti o studenti oggi vengono utilizzati per Airbnb o locazioni turistiche più redditizie.
Il risultato è evidente: meno case disponibili e prezzi sempre più alti.
Per uno studente universitario trovare una stanza a Venezia può diventare una corsa contro il tempo. Non è raro vedere annunci da oltre 500 o 600 euro per una singola stanza, spesso senza spese incluse. Per un appartamento intero i costi salgono ancora di più.
Molti studenti di Università Ca’ Foscari Venezia o dello IUAV finiscono quindi per vivere a Mestre, Marghera o in comuni collegati via treno come Padova, Treviso o San Donà.
Una città pensata sempre più per i turisti
Il turismo rappresenta una parte fondamentale dell’economia veneziana. Alberghi, ristoranti, bar, negozi e trasporti dipendono in larga parte dai visitatori. Tuttavia, molti giovani percepiscono che la città stia diventando sempre più orientata verso chi resta pochi giorni e sempre meno verso chi vorrebbe costruirci una vita.
Nel centro storico aumentano minimarket turistici, negozi di souvenir, appartamenti vacanza e locali “mordi e fuggi”, mentre diminuiscono servizi di quartiere, piccoli negozi storici e spazi pensati per residenti.
Anche il mercato del lavoro riflette questo cambiamento. Secondo il Corriere del Veneto, gran parte delle opportunità disponibili riguarda il settore turistico, spesso con contratti stagionali o poco stabili.
Per molti ragazzi il problema non è solo trovare lavoro, ma riuscire a immaginare un futuro stabile a Venezia: affitto alto, stipendi spesso bassi e poche prospettive di crescita fuori dal turismo.
Mestre come alternativa obbligata
Mentre il centro storico perde residenti, Mestre continua a crescere.
Secondo ANSA, nel 2024 la popolazione della terraferma veneziana ha raggiunto circa 177 mila residenti. (ansa.it)
Per moltissimi giovani Mestre rappresenta oggi l’unica possibilità realistica: gli affitti costano meno, i supermercati sono più accessibili, ci si muove più facilmente e i collegamenti con Venezia sono continui.
Negli ultimi anni anche la vita universitaria e sociale si è spostata sempre di più verso la terraferma. Molti studenti frequentano Venezia durante il giorno e tornano a Mestre la sera. Questo cambia inevitabilmente anche il modo in cui si vive la città.
Le calli si riempiono di turisti durante il giorno, ma in molte zone la sera restano sempre meno residenti giovani.
Il rischio di una città “museo”
Da anni urbanisti, sociologi e associazioni cittadine parlano del rischio che Venezia si trasformi in una “città museo”: bellissima, visitatissima, ma sempre meno viva dal punto di vista sociale.
Una città in cui il numero di visitatori supera di gran lunga quello dei residenti e in cui vivere quotidianamente diventa sempre più difficile.
Il problema non riguarda solo Venezia: molte città turistiche europee stanno affrontando questioni simili. Ma nel caso veneziano tutto appare amplificato dalle dimensioni limitate della città storica e dal peso enorme del turismo internazionale.
Cosa potrebbe cambiare?
Negli ultimi anni si è discusso di nuove residenze universitarie, limiti agli affitti brevi e incentivi per chi decide di vivere stabilmente in centro storico. Tuttavia, molti ritengono che gli interventi siano ancora insufficienti rispetto alla velocità con cui la città continua a perdere residenti.
La domanda resta aperta: Venezia può ancora essere una città per giovani?
Perché oggi il paradosso è evidente: una delle città più desiderate al mondo sta diventando sempre meno accessibile proprio per chi vorrebbe viverla davvero ogni giorno.
