• Opinioni da stadio | Serie A 2026/27 — 28 ottobre 2026

    Due autoreti in pochi minuti condannano il Venezia contro l’Inter. Al Penzo gli arancioneroverdi giocano una delle loro partite più convincenti, ma ancora una volta escono dal campo senza punti. E forse è proprio questo l’aspetto che fa più male.

    Ci sono sconfitte che si accettano perché l’avversario ha dimostrato di essere superiore. E poi ci sono quelle che lasciano l’amaro in bocca, perché per gran parte della partita hai avuto la sensazione che potesse finire diversamente.

    Venezia–Inter appartiene decisamente alla seconda categoria.

    Mercoledì 28 ottobre, allo Stadio Pier Luigi Penzo, gli arancioneroverdi hanno affrontato una delle squadre più forti del campionato senza mostrare timore reverenziale. Hanno difeso con ordine, costruito occasioni e messo in difficoltà un’Inter che, almeno per buona parte dell’incontro, ha faticato a imporre il proprio gioco.

    Eppure, al fischio finale, il tabellone segnava 0-2.

    Un risultato che racconta poco di quanto visto in campo, ma che ricorda una delle regole più spietate del calcio: non sempre chi gioca bene riesce a portare a casa qualcosa.

    Un Venezia coraggioso, davanti a un’Inter in difficoltà

    Fin dai primi minuti, la squadra di Davide Nicola ha dimostrato di voler giocare la propria partita.

    Il Venezia non si è limitato a difendere aspettando l’avversario, ma ha provato a sfruttare gli spazi e a ripartire con velocità. Una scelta coraggiosa contro un’Inter abituata a controllare il possesso e a mettere sotto pressione gli avversari.

    Akor Adams ha avuto una delle prime opportunità della serata, trovando però sulla propria strada un attento Provedel.

    Il portiere nerazzurro è stato poi protagonista di un altro intervento decisivo su Lion Lauberbach, la cui conclusione è terminata sulla traversa.

    Sempre Lauberbach è riuscito anche a mandare il pallone in rete, ma la gioia del Penzo è durata pochissimo: il gol è stato annullato per fuorigioco.

    Un episodio che ha lasciato il pubblico con la sensazione di essere andato davvero vicino a qualcosa di importante.

    Due gol annullati e una grande occasione sprecata

    Anche nella ripresa il Venezia ha continuato a rendersi pericoloso.

    Una delle opportunità più importanti è capitata a Gianluca Busio, che da posizione favorevole non è riuscito a trovare la porta. Un’occasione che, contro una squadra come l’Inter, avrebbe potuto cambiare completamente la partita.

    Poco dopo è arrivato un altro momento di grande illusione.

    Adams, servito in profondità, è riuscito a superare Provedel e a depositare il pallone in rete. Ancora una volta, però, il gol è stato annullato per posizione di fuorigioco.

    Due reti cancellate, una traversa e diverse occasioni costruite.

    Il Venezia aveva fatto molto di quello che serve per mettere in difficoltà una grande squadra. Gli mancava soltanto la cosa più importante: segnare un gol valido.

    Tre minuti che cambiano tutto

    Poi, quando la partita sembrava avviarsi verso un finale aperto, è successo ciò che nessuno al Penzo avrebbe voluto vedere.

    Intorno all’80’, Marcus Thuram è riuscito a trovare spazio sulla sinistra e a mettere un pallone pericoloso al centro dell’area. Matías Moreno, nel tentativo di intervenire, ha deviato involontariamente la sfera nella propria porta.

    Un episodio sfortunato, ma soprattutto pesantissimo dal punto di vista psicologico.

    Il Venezia, che fino a quel momento aveva resistito e creato occasioni, si è trovato improvvisamente sotto nel punteggio.

    Appena due minuti più tardi è arrivato il secondo colpo.

    Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una deviazione involontaria di Redouane Halhal ha nuovamente ingannato Filip Stankovic, regalando all’Inter il raddoppio.

    Due autoreti nel giro di pochi minuti.

    Una conclusione difficile da accettare per una squadra che, fino a quel momento, aveva dimostrato di poter ottenere qualcosa dalla partita.

    Giocare bene non basta più

    Sarebbe semplice attribuire tutto alla sfortuna.

    E indubbiamente la sfortuna ha avuto il suo peso: due autoreti nella stessa partita, contro una delle migliori squadre del campionato, rappresentano una circostanza difficile da prevedere.

    Ma fermarsi a questa spiegazione rischierebbe di nascondere il problema principale del Venezia.

    La squadra riesce a costruire occasioni e, in alcune partite, anche a mettere in difficoltà avversari tecnicamente superiori. Quello che continua a mancare è la capacità di concretizzare.

    Contro il Napoli era arrivata una vittoria capace di riaccendere l’entusiasmo. A Genova, invece, una sconfitta in uno scontro diretto aveva riportato tutti alla realtà. Contro l’Inter è arrivata probabilmente una delle prestazioni più incoraggianti, ma ancora senza punti.

    È questa discontinuità tra gioco e risultati che deve preoccupare maggiormente.

    Perché la salvezza non si costruisce con le impressioni positive, ma con i punti conquistati.

    E una squadra che lotta nelle ultime posizioni della classifica non può permettersi di lasciare troppe occasioni per strada.

    La prestazione resta, ma la classifica non aspetta

    C’è però un elemento che merita di essere riconosciuto.

    Il Venezia visto contro l’Inter non è sembrato una squadra rassegnata.

    Ha mostrato organizzazione, personalità e capacità di reagire. Ha affrontato una formazione costruita per competere ai vertici senza rinunciare completamente alle proprie idee.

    Sono segnali importanti, soprattutto in una stagione complicata.

    Ma sono segnali che devono trovare continuità.

    Il prossimo impegno contro il Como rappresenterà un’altra occasione per capire se quanto visto al Penzo possa diventare qualcosa di più stabile.

    Davide Nicola ha sottolineato nel postpartita l’importanza di trovare il gol nei momenti giusti e di trasformare la continuità delle prestazioni in continuità dei risultati.

    Ed è proprio qui che si gioca una parte importante del futuro del Venezia.

    Il nostro punto di vista

    Il Venezia non meritava necessariamente di vincere, ma per quanto mostrato in campo avrebbe potuto ottenere almeno un pareggio.

    L’Inter ha avuto il merito di restare in partita e di sfruttare gli episodi favorevoli. Il Venezia, invece, ha pagato un prezzo altissimo per le occasioni non trasformate.

    La differenza tra le due squadre, mercoledì sera, non è sembrata quella che ci si sarebbe aspettati guardando la classifica.

    E forse è proprio questa la considerazione più incoraggiante.

    Il Venezia può competere. Può creare problemi anche alle grandi squadre. Può giocare partite di qualità.

    Adesso, però, deve imparare a vincere anche quando non tutto va secondo i piani.

    Perché a fine stagione nessuno ricorderà soltanto quanto bene hai giocato contro l’Inter.

    Si ricorderanno soprattutto i punti che sei riuscito a conquistare.

    E per il Venezia è arrivato il momento di trasformare le buone prestazioni in qualcosa di concreto.


    Opinioni da stadio è la rubrica di SpottedUniVe dedicata al Venezia FC, tra analisi, emozioni e punti di vista sul calcio arancioneroverde.

    SpottedUniVe × Venezia FC
    University Promotion Partner 2026/27

    5–7 minuti

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