Ciao! Hai da fare?
Ti va di venire con me a fare una passeggiata?
Sì…è vero che ci sono tanti posti che si possono visitare… ma no, la Riva degli Schiavoni è sempre piena di turisti, lasciamo perdere. Vuoi passare per Fondamente Nove? Troppi cantieri e troppa gente…non parlarmi nemmeno del ponte dell’Accademia!
Sai invece dove potremmo andare? No, fidati, non serve prendere il battello. Ma no che non ti porto a Mestre, sei fuori?!
Ti porto in un luogo che è un po’ passato di moda, ma non è proprio così demodè, ti fidi? Dai, non ci mettiamo tanto. Per ora di cena siamo di nuovo qui.
Evviva! Sotto sotto lo sapevo che ti avrei convinto, dai, andiamo?
Allegro
Partiamo dall’inizio, quell’inizio che è così conosciuto e famoso.
Già, hai ragione, avremmo dovuto prendere gli occhiali da sole… però devi ammettere che sono proprio belli i primi raggi che cominciano a splendere tra le foglie lampeggiando, nascondendo e mostrando piccole gemme di luce. Che strano sole però, non trovi? Non riesce ancora a scaldare l’aria, che rimane fredda e tagliente, se la prende con le mani e la punta del naso, mentre l’umidità, solerte compagna veneziana, campeggia tra i fili d’erba e sotto la terra nelle scarpe.
Lascia però che ti riveli un segreto… se sai dove guardare ben presto troverai un muretto asciutto al sole su cui sederti.
Dai, vieni, corri! Ci sono così tante cose che ti voglio raccontare e non so se questa stagione durerà abbastanza per dirle tutte e guarda! Non sembra che anche quella rondine si sia avvicinata per ascoltare?
Anzi no dai, comincia tu! Raccontami tutto di questo lungo inverno.
Largo
Che peccato, non hai fatto in tempo a finire la tua storia che il vento torna a sbuffare e fendere l’aria. Forse è meglio se ci rimettiamo a camminare, non credi?
Tu però continua a raccontarmi, non badare alle nuvole che inaspriscono il cielo, voglio finire di sentire la tua storia… Cosa?! Stai scherzando? Ma no, non preoccuparti, certo che no! Non lo dirò a nessuno.
Non preoccuparti, nessuno può sentirci per questa strada.
Forse solo le stagioni che passano lo possono fare, ma se ne andranno presto. E torneranno, ma avranno dimenticato tutto. Deciderai tu se vorrai raccontar loro tutto daccapo, sempre la stessa storia.
Di anno in anno.
Certo che a te capitano sempre incontri strani! Se fossi al mio posto, rideresti anche tu dell’assurdità di quello che mi hai raccontato. Finisci pure, non farò altri commenti.
E poi, come per farlo apposta, non appena termini il tuo racconto, le nuvole si dipanano.
Allegro
Ehi, occhio a quel bambino che corre! Ma dai, non fa ridere, con lo zaino più grande di lui?
Vieni, proseguiamo da questa parte… si lo so che è una zona abbastanza frequentata, ma si vedono dei tramonti bellissimi. Che programmi hai per stasera? Per domani? Dopodomani? La vita prossima?
Sì, sì, è vero, hai ragione, non si può prevedere tutto con così tanto anticipo. Però almeno è tornato fuori il sole e fa un po’ più caldo. Vuoi bere qualcosa?
Da questa parte allora! Conosco un baretto niente male.
Ti devo confessare che quando arrivo a questo punto, con il fiato corto e le guance calde, mi viene sempre un po’ di dispiacere, perché so che, svoltato l’angolo torneremo al punto di partenza.
Posso chiederti un favore? Grazie…ora ti dico… non è che possiamo fare finta di non voler andarcene? Indugiare tra il viavai della gente, la sensazione di avere tutto il mondo sotto i nostri piedi perché ogni strada si è srotolata davanti a noi come un gomitolo senza fine.
Quante strade abbiamo ancora da percorrere? Quanto poco tempo ci rimane ancora per contare ogni comignolo di ogni casa e scoprire ogni vicolo cieco?
Non ti rendi conto di quanto in là si possa spingere il nostro sguardo?
Aspetta… aspetta non correre! No, non da quella parte! Non sai che, procedendo da quella parte…
Tornerai all’inizio?
