• Si spera

    Benvenute e benvenuti alla prima rubrica cinematografica di questo spazio di intrattenimento culturale. Per i prossimi cinque minuti (tempo che ci impiegherete per arrivare alla fine), andremo a curiosare all’interno del vasto mondo dei lungometraggi alla scoperta di quei film che, a vedere il trailer o anche solo la locandina, i quali ci ispirano poco e che invece si rivelano essere piccole chicche nascoste.
    Non temete, ce n’è per tutti i gusti!

    Ed è proprio da questo spirito di scoperta, apertura e dialogo che nasce hubs&talk, il progetto che dà voce a contenuti culturali inediti, rubriche creative, conversazioni spontanee e momenti di approfondimento collettivo. Uno spazio fluido e aperto, dove ogni argomento può trovare la sua cornice—e ogni persona la propria occasione per raccontarsi o semplicemente ascoltare.

    IL THRILLER

    Se la vostra passione sono quei film che vi tengono con il fiato sospeso fino all’ultima scena, allora avrete sicuramente visto opere come Prisoners, “Get Out o, più recentemente, “Don’t Worry Darling. Se poi, oltre ad averli visti, vi sono anche piaciuti, allora il mio consiglio è: Blink Twice.

    Opera prima alla regia di Zoë Kravitz (Catwoman nel Batman di Matt Reeves con Robert Pattinson per intenderci), è uscito nel 2024 e sorprendentemente piacevole.

    Le premesse per il solito thriller decorato da qualche battuta comica del solito attore belloccio, e destinato a finire nel dimenticatoio come molti altri, c’erano tutte. Da questo punto di vista infatti non aiuta il faccione di un Channing Tatum, più in forma che mai, stampato in primo piano sulla locandina. Eppure, non è così brutto come sembra.

    È la storia di Frida (Naomi Ackie), una ragazza afroamericana povera che lavora come cameriera per un lussuoso ristorante. Una sera l’intero locale viene affittato da Slater (Channing Tatum) un magnate della tecnologia con un passato un po’ oscuro, per un evento di beneficienza. Frida, che è idealmente innamorata del bel magnate (il classico malessere muscoloso con occhi azzurri), durante la serata, come in una favola, lo incontra e alla fine verrà anche invitata sulla sua isola privata con i suoi amici. I primi giorni sembrano un sogno ad occhi aperti tra feste, cibo stellato e tanto divertimento. Piano piano però Frida inizia a percepire qualcosa di strano, sente di essere sull’isola da molto più tempo che un paio di giorni e, se è vero che non tutto nella trama risulta perfetto, il film ti tiene attaccato allo schermo fino all’ultima scena rivelatrice.
    Sì, lo so, c’è il solito cliché della storia d’amore tra la povera ragazza svantaggiata e l’uomo bianco etero miliardario cattivo, ma alla fine il tutto si dimostra inaspettatamente valido.

    →Potete trovarlo (a pagamento) su Prime Video, Apple TV e Google Play.

    L’HORROR

    Se invece la vostra passione sono i film che, non solo vi tengono con il fiato sospeso, ma vi fanno anche urlare “oddio!”, oppure “ma cosa fai!”, oppure ancora “scappa!”, beh, gli horror fanno ovviamente al caso vostro. Ne potete trovare di mille tipi, quelli ansiogeni, quelli sovrannaturali, quelli splatter e poi, quelli che uniscono tutte queste caratteristiche in un’unica opera.

    È il caso del famosissimo “Alien”, capolavoro di Ridley Scott del 1979 che ha segnato un’epoca. Talmente di successo che è diventato uno dei franchise più vincenti, sviluppando una tetralogia conclusa nel 1997 con “Alien – La clonazione”.

    Come spesso accade però, quando un prodotto fa fare soldi, si continua a produrlo all’infinito, facendo sequel su sequel che poi, alla fin fine, hanno solo l’utilità di far rimpiangere l’opera prima. L’ultimo in ordine di tempo è stato “Alien – Romulus” uscito nel 2024 con la regia di Fede Alvarez.

    Le premesse per la solita storia trita e ritrita c’erano tutte, visti appunto i mille film precedenti, alcuni anche mega flop. Eppure, non è così brutto come sembra.

    Siamo nell’anno 2142, a vent’anni di distanza dal primo film, sul pianeta LV-410. Qui vivono Rain (Cailee Spaeny) e suo fratello adottivo Andy (David Jonsson), un androide mal funzionante. Entrambi sognano di lasciare il pianeta per trasferirsi su Yaga, simile alla “nostra” Terra. Sono però bloccati dal loro contratto di lavoro in miniera, ma pur di scappare accettano di partecipare ad una missione molto rischiosa verso una stazione spaziale abbandonata, vicino all’orbita di LV-410, che contiene delle capsule di stasi per un possibile viaggio di fortuna verso Yaga. Insieme ad altri amici si imbarcano in questa avventura e ben presto scopriranno cosa ci sia ad aspettarli.

    Non sarà iconico come il primo, ma ha una fotografia pazzesca, a mio parere una delle migliori del 2024, con momenti degni dell’opera di Ridley Scott.

    →Potete trovarlo (a pagamento) su Prime Video, Apple TV, Google Play o in alternativa su Disney Plus.

    IL ROMANTICO

    Infine, se siete degli instancabili romanticoni ho quello che fa per voi. In questo genere ormai di cliché ne abbiamo visti a montagne. Considerando che escono nuove commedie romantiche ogni tre giorni, nessuno sa più cosa inventarsi per farle funzionare. Se siete tra coloro che ancora non si stancano di vederli e che ogni volta riescono ad emozionarsi (anche se poco), il mio consiglio è: “4 metà”.

    Sappiamo bene che le storie d’amore alla lunga risultano essere sempre uguali e quelle italiane degli ultimi anni non fanno eccezione. Eppure, non è così brutto come sembra.

    Il mood ricorrente è “chissà come sarebbe stato se…”, una sorta di “what if…” romantico, un po’ come in “Look Both Ways” o il più famoso “Mr. Nobody”.

    È la storia di quattro ragazzi che si incontrano per la prima volta a casa di una coppia di amici per un pranzo. Presto, tra i quattro single, si verranno a creare due coppie che ci parranno come quelle “giuste”. Ma se vi dicessi che potrebbe non essere così? Come sarebbe invece se le coppie si invertissero? Per le risposte a queste domande vi lascio alla visione del film che alla fine, sono sicuro, riuscirà a strapparvi anche qualche sorriso senza annoiarvi.

    Ogni tanto cade in qualche cliché, ma che ci vogliamo fare, le storie d’amore sono così. Forse.

    → Lo potete trovare su Netflix.

    Diego.



    4–6 minuti

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