• il riassunto


    SPRINT RACE F1:

    Il colpo del campione, la Ferrari vince la sua prima Sprint Race con Hamilton. Leclerc amaro: «Non ero al suo livello»

    «Mi sono svegliato benissimo, sentivo la macchina. Avevo fiducia e ritmo, da quando sono arrivato qui a Sanghai ero deciso a fare bene. C’è tanta gente che parla a vanvera senza sapere quanto ci voglia per adattarsi. Ho sentito critiche assurde dopo la prima gara. Ma questa è una maratona e non si fa tutto da un giorno all’altro». La risposta del fenomeno, in pista. 

    Lewis Hamilton vince la Sprint Race con la Ferrari, alla sua seconda gara con la Ferrari dimostra di essere ancora in grado di fare la differenza e neanche lui si aspettava di essere così competitivo da subito. Ha conquistato la mini-pole del venerdì sfruttando la grande occasione della strategia sballata delle McLaren, l’ha difesa nella gara chiudendo la strada al tentativo di Verstappen alla prima curva.  

    E poi ha gestito alla grande le gomme, una delle sue migliori qualità, tenendo sotto controllo il graining e poi spingendo quando serviva per tenere Verstappen sempre fuori dalla zona dell’ala mobile. Per chiudere con un vantaggio enorme su Piastri di quasi 7 secondi in 19 giri. Un atto di forza, una dichiarazione di intenti in vista della gara di domenica: la Ferrari è competitiva sul passo, ma deve scattare davanti. Leclerc infatti, dopo le brutte mini-qualifiche, è finito quinto dietro a Russell che lo ha beffato al via. 

    Posizioni finali Sprint race



    Si è lamentato del comportamento della macchina e non è più riuscito a passare il pilota della Mercedes: «Non sono stato al livello di Lewis, un punto perso. Potevo chiudere quarto ma non avevo il passo, devo ritrovare la fiducia ma lo sapevo che su questa pista avrei faticato».  Disastro Norris: partenza da incubo, scivola nel gruppone centrale e chiude dietro a Kimi Antonelli, sempre diligente. 
    La McLaren ha mostrato con Piastri un ritmo forte , ma non è bastato per la rimonta. L’australiano ha lottato con Verstappen, ma quando lo ha passato aveva già consumato le gomme. E Hamilton era già scappato via inseguendo il sogno di una vita: vincere la con la Ferrari.  

    Parla già da leader: «Non sento la pressione, voglio vincere ma devo fare un passo alla volta. Rome wasn’t build in a day, Roma non è stata costruita in un giorno​. Dobbiamo vincere la maratona, prenderci il nostro tempo e fare le cose con calma. Ho cambiato diverse cose sulla macchina e hanno funzionato». 



    qualifiche gp di cina: La prima pole di Piastri, Ferrari in terza fila. Hamilton già leader. 

    Due giri al limite per prendersi la prima pole della carriera, Oscar Piastri ha già vinto due Gp ma non era mai partito dalla casella numero 1.  Lo farà domani a Shanghai, nella gara che conta davvero, e sarà un avversario scomodo per chiunque: c’è chi lo considera il vero favorito nella corsa al titolo se la McLaren sarà quella che abbiamo visto oggi e non quella che ha pasticciato le qualifiche sprint del venerdì con una strategia velleitaria. 

    Molto più freddo di Norris (terzo, si è fatto beffare da un velocissimo Russell), deve accumulare esperienza e limitare errori come quello di Melbourne che gli hanno tolto il podio. Nella Sprint si era «accontentato» del secondo posto dopo aver lottato con Verstappen, in gara tenterà la fuga  al via.

    Chi può fermarlo? La Ferrari in ottica gara ha un passo forte, Hamilton lo ha dimostrato dominando il mini-Gp di 19 giri. Però scattava davanti, mentre stavolta dovrà cavarsela dalla terza fila che non è un posto comodo per dare l’assalto.  In sua compagnia c’è Charles Leclerc, sempre in difficoltà e sempre dietro al compagno a Shanghai. 



    Che cosa è successo ai Cavallini rispetto al venerdì? Al di là delle pressioni delle gomme differenti (una misura di sicurezza imposta dalla Pirelli), gli altri sono cresciuti di più, basta leggere il crono di Lewis: 1’30”927, in linea con quello che gli era valso la mini-pole. Paga tre decimi di scarto da Piastri, che non sono tanti ma nemmeno pochi. Ciò che stupisce trovare Charles così in difficoltà, a quattro decimi dalla vetta e in perenne affanno con il volante per correggere le traiettorie: «Gli altri sono migliorati, noi no. Non mi aspettavo miracoli e quello che ho messo nel giro era tutto, non c’era di più». Non ama il tracciato cinese, né quello di Melbourne,  dovrà dare un segnale in gara per non abbattersi dopo aver visto il nuovo compagno festeggiare.  Anche Norris è chiamato a riscattarsi dopo un sabato nero condito da errori e passi falsi su una macchina da vertice. 

    Dieci piloti raccolti in un secondo raccontano di duelli tiratissimi, dove basta un dettaglio per perdere o guadagnare posizioni. Fra i debuttanti stavolta stupisce Hadjar, settimo con la Racing Bulls.  

    Ha preceduto Kimi Antonelli e Tsunoda. A chiudere la top 10 Albon, leader della Williams mentre Sainz fa i conti con problemi di ambientamento. Difficile adattarsi alla nuova realtà quando eri abituato a giocarti le pole. Ma così va la F1, sport senza memoria. E a volte senza spiegazioni. Lawson, chiamato a sostituire Sergio Perez, sta facendo peggio del messicano. Verstappen da solo contro tutti, come piace a lui. In seconda fila, con una Red Bull in declino, un mezzo miracolo. 

    Griglia di partenza per il GP di Shangai
    Classifica Piloti

    4–6 minuti

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