La complessità organizzativa indubbiamente c’è, sottolinea Zaia, ma, aggiunge, «facendo squadra tutto diventa possibile» con l’obiettivo di «rafforzare la sicurezza delle persone». Per questo il governatore ringrazia i prefetti e i questori di tutto il Veneto, dove, sostiene, «stanno diventando positivamente evidenti i risultati dell’applicazione, severa ma giusta, di tutte le norme a salvaguardia della gente e della cosa pubblica. Ne abbiamo numerosi esempi – prosegue Zaia – da Padova a Treviso, da Vicenza a Venezia, da Verona a Belluno, a Rovigo. Ovunque si ha la sensazione, ma basta guardare le cronache quotidiane per averne conferma, che l’aria stia cambiando e che si stia opportunamente rendendo più difficile commettere reati come furti, scippi, spaccate, episodi di violenza o intolleranza».
Come funziona a Santa Lucia
Dal 15 dicembre, alla stazione di Santa Lucia è possibile accedere ai binari solo muniti di titolo di viaggio, come già accade in altre stazioni (Milano, Firenze, Roma) da anni. Nello specifico, sono operativi quattro varchi costituiti da barriere mobili tendiflex, sostanzialmente sistemi basati su nastri: tre nell’area coperta, che serve i binari dall’1 Nord al 14, e uno nell’area scoperta, che serve i binari dal 15 al 22.
La misura è stata accolta con generale favore in città perché tende a scoraggiare la microcriminalità. Nel caso di Venezia, però, c’è il problema del sistema “tap&tap”, che dallo scorso aprile permette di pagare il biglietto regionale semplicemente appoggiando la carta di credito sulla validatrice. Le validatrici infatti sono per la maggior parte oltre i varchi, nei pressi dei binari. Per chi vuole pagare con il tap&tap, attraversare i varchi senza biglietto diventa necessario per poter procedere con il pagamento al binario. Un nodo facilmente risolvibile, ma che per ora rende parzialmente falso il concetto che l’accesso ai binari sia «consentito esclusivamente ai viaggiatori in possesso di regolare titolo di viaggio».
